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Italie : 23 perquisitions chez les anarchistes, association de malfaiteurs, 3 incarcérés, etc.
(Le 23 février 2010)

ITALIE

Ce matin à Turin des perquisitions ont été effectuées chez une vingtaine de camarades. Trois ont été arrêtés et trois autres se trouvent assignés à résidence. Outre l’habituel matériel informatique et les divers papiers (tracts...), les ordinateurs de Radio Black Out ont été saisis (ce qui explique que les transmissions en streaming sont suspendues).D’autres perquisitions ont eu lieu à Rovereto (Trento), Vicoforte (Cuneo) et Mantova.

Les faits reprochés sont de type associatif ("association de malfaiteurs" sans l’aggravation subversive)et tout est lié aux mobilisations contre les centres de rétention (la merde jetée dans le restau de riches Il Cambio, les perturbations contre la Croix Rouge, les attaques de locaux de la Ligue du Nord et la gauche). Les mêmes activités pour lesquelles l’Etat voulait attribuer le statut de surveillance spéciale (un statut qui oblige les gens à être chez eux à certaines heures et leur interdit la fréquentations de diverses personnes et lieux) aux rédacteurs du site Macerie.

Pour rappel, radio black out est une radio militante qui diffuse des infos sur les luttes autour des centres de rétention.

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23/02/2010 - inchiesta coordinata dalla Procura di Torino
Blitz della Digos contro gli antagonisti

La Stampa, 23/02/2010

Sette misure cautelari con l’accusa di associazione a delinquere. Perquisizioni a Torino, Mantova, Trento e Cuneo. Controlli nella sede dell’emittente Radio Black-out

torino

Operazione della Digos di Torino la scorsa notte contro l’area anarchico-insurrezionalista ritenuta responsabile di decine di atti dimostrativi nel capoluogo piemontese.

L’indagine ripercorre gli ultimi due anni dell’attività dell’area anarcoinsurrezionalista, dall’incursione con lancio di escrementi al ristorante del Cambio a quelle nelle sedi di partito, dalle azioni contro il Cie e la Croce Rossa alle aggressioni a esponenti politici.

Sette i provvedimenti giudiziari eseguiti : tre persone sono state arrestate, Andrea Ventrella, Fabio Milan e Luca Ghezzi, altre tre sono state messe agli arresti domiciliari e ad una settima è stato disposto il divieto di dimora. Sono complessivamente sei uomini ed una donna. L’ipotesi di accusa è associazione per delinquere finalizzata a vari reati. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Torino che ha disposto anche 23 perquisizioni : oltrechè nel capoluogo subalpino, sono state eseguite a Mantova, Trento e Cuneo. Perquisita anche la sede dell’emittente Radio Blackout.

Ci sono tre indagati anche in Trentino. Si tratta di due donne e un uomo sui trent’anni, già noti alle forze dell’ordine. I provvedimenti sono stati notificati all’alba di oggi dal personale della Digos di Trento che ha perquisito le loro abitazioni sequestrando personal computer, documenti e alcuni candelotti fumogeni. La Digos ha anche perquisito le abitazioni di altri tre esponenti anarchici di Rovereto, fra cui uno agli arresti domiciliari perchè ritenuto uno dei responsabili di una serie di danneggiamenti e imbrattamenti compiuti a Trento nel novembre 2009 durante un corteo. Gli inquirenti ritengono che stretto sia il collegamento degli esponenti anarchici trentini con i colleghi di altre città, in particolare Torino e Bologna.

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23/02/2010 - blitz della digos

Anarchici arrestati, sono oltre cinquanta gli episodi contestati

Sono fra i 50 e i 60 gli episodi contestati alle persone coinvolte nell’inchiesta della Digos di Torino, coordinata dalla Procura, che ha portato questa mattina all’esecuzione di 7 misure cautelari e di perquisizione a carico di 23 soggetti « tutti aderenti -spiegano gli investigatori- all’area anarco-insurrezionalista Torinese e Roveretana ». I reati contestati alle 6 persone arrestate, 3 in carcere e 3 ai domiciliari, vanno dall’associazione a delinquere all’istigazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità, violenza privata, minacce, violazione di domicilio, danneggiamento e deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

« Le finalità delle attività delittuose -hanno spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli e il dirigente della Digos Giuseppe Petronzi- erano quelle di impedire la regolare funzionalità dei Cie, intervenendo illegalmente anche su soggetti, enti e strutture pubbliche e private operanti, a vario titolo, nel medesimo ambito, nonchè quella di impedire e ostacolare l’attività di formazioni polittiche e sindacali coem Lega nord, La destra e Cgil, in contrasto con le tesi e gli scopi propugnati dall’associazione a delinquere ». Due delle persone raggiunte da custodia cautelare in carcere, Andrea Ventrella e Fabio Milan, « sono stati individuati -hanno detto gli investigatori- come promotori, costitutori e organizzatori del sodalizio criminoso.

Fra gli episodi più eclatanti contestati, episodi che arrivano fino all’ottobre 2009, ci sono l’irruzione, con lancio di escrementi, al ristorante Del Cambio del 21 marzo 2009, quella al Museo Egizio del 29 giugno 2008, al Consolato greco di Torino del 12 dicembre 2008, nei locali della lavanderia "La nuova" che ha in appalto i lavori di pulitura dei capi provenienti dal Cie, del 20 marzo 2009 e quella nella sede della Cgil, messa a segno l’11 settembre 2009 per contestare la presa di posizione di un sindacalista contro una delle azioni condotte nell’ambito della campagna contro i Cie.

Inoltre sono contestate « reiterate azioni di violenza e minaccia nei confronti delle forze dell’ordine e di formazioni politiche o sindacali » come il rovesciamento di un banchetto della Lega nord nell’ottobre 2009. E, ancora, le numerose azioni, con istigazioni alla rivolta nei confronti degli immigrati, davanti al Cie e quelle contro la Croce rossa e i suoi rappresentanti. « Appaiono riconducibili alla stessa area a cui appartengono le persone indagate -ha spiegato ancora il procuratore Caselli- anche le azioni commesse ai danni del Pd e della sede del comitato elettorale di Mercedes Bresso, azioni che non sono però oggetto di questa indagine per la quale sono state utilizzate intercettazioni, servizi di osservazione, filmati, testimonianze e ricognizioni fotografiche ».

Le perquisizioni sono sette, eseguite a Torino e provincia, a Rovereto (Trento), Vicoforte (Cuneo) e Viadana nel Mantovano e sono stati anche emessi quattro fogli di via obbligatori, di cui uno a carico di uno degli indagati. Nell’ambito delle perquisizioni sono stati sequestrati caschi, mazzette in ferro utilizzate sui treni in caso di emergenza, uova di vernice, computer e materiale cartaceo. « Torino -ha detto il dirigente della Digos- è il baricentro di questo tipo di realtà e i contatti con le altre città sono di persone che venivano qui a partecipare alle iniziative ».

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