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Italie : contact des 9 derniers incarcérés anti-TAV, et deux lettres d’Alessio
(Le 18 février 2012)

Italie : contact des 9 derniers incarcérés anti-TAV

Depuis hier 16 février, Antonio est en assigné en résidence surveillée. Nous saisissons l’occasion pour diffuser les contacts des camarades incarcérés suite à l’opération du 26 janvier dernier.

Alessio Del Sordo - C.C. via Pianezza 300 - 10151 Torino

Matteo "Mambo" Grieco - C.R. San Michele - Strada Statale 31 - 15100 Alessandria

Maurizio Ferrari - Carcere San Vittore - Piazza Filangeri 2 - 20123 Milano

Marcelo Damian Jara Marin - Carcere San Vittore - Piazza Filangeri 2 - 20123 Milano

Niccolò Garufi - Carcere San Vittore Piazza Filangeri 2 - 20123 Milano

Gabriele Filippi - Carcere di Marassi - Piazzale Marassi 2 - 16139 Genova

Giorgio Rossetto - C.R. - loc. Cascina Felicina via Regioni Bronda 19/b - 12037 Saluzzo (CN)

Luca Cientanni - C.C. corso Vercelli 165 - 10015 Ivrea (To)

Juan Antonio Sorroche Fernandez - C.C. - Via Beccaria, 13 - Loc. Spini di Gardolo - 38014 Gardolo - TN

Traduit à partir de informa-azione, Ven, 17/02/2012 - 15:57


Deux lettres d’Alessio (en italien)

La data è relativa a quando è stata scritta.

10/02/2012

La mia corrispondenza è bloccata. Sono sottoposto a censura, ex art. 18 ter, quindi le mie missive dovrebbero essere controllate e poi spedite. Ma ciò non avviene.

Ho cominciato a spedire lettere il primo giorno di carcerazione, il 24 gennaio quindi, ed al 10 febbraio queste missive sono ancora bloccate. Credono i cani da guardia di poter così isolare un individuo. Tutti gli inutili arroganti che gestiscono anche una sola briciola di potere ipotizzano che le idee, la passione e il desiderio della rivolta possano essere spenti una volta che si viene reclusi ed i legami di reciprocità e solidarietà con chi è fuori vengono rallentati. Io credo che anche completamente isolato non sarò mai solo.

Porto con me il coraggio, la determinazione e i sacrifici di tutti i compagni e le compagne che mi hanno preceduto sul sentiero della rivolta. Ho ripercorso i loro passi e sono intenzionato con tutta la forza del mio essere ad attaccare questo esistente di sottomissione e umiliazione quotidiana. Nella mia vita sono accorso ovunque ho creduto di poter contrastare l’autorità. L’ho fatto con il mio metodo, costruendomi le mie complicità e quando non ne ho trovate ho fatto da me. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto. Tante lingue, tanti individui diversi incontrati sulla via. Ovunque però lo stesso dolore, la stessa fatica, la stessa vessazione. Una maledizione chiamata Stato, un’ingiuria chiamata Capitale. Entrambe sputi in faccia alla dignità degli individui.

Ho deciso allora di non aspettare né tempi maturi, né numeri maggiori. So che non c’è tempo migliore per rivoltarsi che l’oggi, so che non serve nient’altro ad un individuo che la perizia delle sue braccia e la dignità delle proprie idee. Ho praticato quindi l’azione diretta ed ogni volta il mio cuore ha battuto più forte, ogni volta fissando negli occhi i nemici della vita, mi sono detto non è abbastanza, è ancora troppo poco. Ed è veramente così, ancora non hanno pagato nulla. Ed anche dovessero iniziare a farlo, non sarà mai abbastanza. E’ ora che la passione di ognuno ed ognuna di noi esploda, cerchiamo uomini e donne affini, osserviamo il nemico. Ed una volta pronti andiamo all’assalto. Nonostante il dispiego abnorme di uomini, mezzi e tecnologie repressive ancora in questo mondo camminano spettri di carne e ossa che non si arrenderanno. Quale che sia il rischio, quale che sia il prezzo che il potere ci chiederà.

Ho avuto il privilegio di conoscere uomini e donne che dopo 20 o 30 anni di carcere, una volta usciti si sono rimboccati le maniche e con un sorriso hanno ripreso fuori il loro posto di combattimento. Hanno passato la loro vita nel pieno della tempesta, continuando a dare il loro contributo prezioso. Spero si evinca da queste righe l’ammirazione e la profonda gratitudine che provo per questi individui, per questi compagni.

E non mi darò pace fino a quando non rimarrà nulla delle istituzioni e delle proprietà dei ricchi. Questo esistente deve essere sovvertito e non c’è modo migliore che iniziare a sovvertirlo.

Dal carcere de “Le Vallette”
Alessio Del Sordo - Anarchico


Alessio, depuis la prison de Turin : La révolte avant tout

febbraio 18, 2012

Ciao, innanzitutto voglio esprimere la mia solidarietà a tutti gli arrestati per la resistenza della scorsa estate in Val di Susa. Soprattutto a Maurizio, Juan e Gabri. A loro tutta la mia stima ed il mio affetto. Allo stesso tempo mando un abbraccio ribelle e furioso a tutti i compagni e compagne che continuano a battersi con coraggio e determinazione, tra le mura di un carcere così come tra i vicoli delle città. Il potere utilizza repressione e carcere per fiaccare gli animi che bruciano di passione per la libertà.

Ma è un fuoco questo che, una volta avvampate le viscere , una volta bruciato il sangue non ti lascia più. Ho sempre amato l’idea anarchica e il metodo dell’azione diretta perché ti accompagnano da quando apri gli occhi alla mattina dopo, quando ti risvegli. Ho conosciuto sulla mia pelle l’arroganza delle guardie e la crudeltà dei pestaggi, ho visto con i miei occhi i ricchi sfoggiare il loro potere e gli sfruttati farsi in quattro per sfamarsi.

E di fronte a tutto ciò non ho aspettato. Di fronte a tutto ciò non c’è nulla da aspettare. Organizzarsi, quindi, trovare complici e affini, e se anche non sono nei paraggi, colpire lo stesso.

Questo sistema economico, nonostante la sua tecnologia opprimente, nonostante le sue truppe ben armate, offre molti angoli d’attacco.

Utilizzarli al meglio, al chiaro di luna così come alla luce del sole, restituire un po’ del veleno che quotidianamente ci strangola.

Non ci saranno mai tempi migliori del qui ed ora. Non ci saranno mai le condizioni perfette che garantiscono il successo.

Tutto dipenderà dalla forza delle nostre braccia, dalla capacità che avremo di osservare, dalla perizia con cui utilizzeremo i mezzi che scegliamo e infine dal coraggio con cui ci batteremo.

La solidarietà è un’arma, diciamo fino alla nausea.
Pratichiamo le nostre idee.
Attacchiamo.

Alessio, un nomade anarchico tra i compagni.

Per scrivergli : Alessio Del Sordo
c.c. via Pianezza 300 - 10151 Torino

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